Descrizione
Utagawa Kuniyoshi – Capitolo Ventisette “Kagaribi” – Yamato Takeru e la Spada Tagliaerba – Ukiyo-e originale
Un originale nishiki-e policromo di Utagawa Kuniyoshi (1797–1861), appartenente alla celebre serie Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏, “Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji”), pubblicata da Ise-Yoshi nel 1855–1856.
Questa stampa corrisponde al ventisettesimo capitolo del Genji Monogatari, “Kagaribi” (篝火, “Bracieri”). Invece di illustrare letteralmente il romanzo di Murasaki Shikibu, Kuniyoshi crea un mitate — un confronto letterario e visivo immaginativo — collegando l’associazione del capitolo con il fuoco a una delle più celebri leggende dedicate all’antico principe Yamato Takeru no Mikoto (日本武尊).
La scena raffigura Yamato Takeru intrappolato in un campo di erba in fiamme mentre utilizza la spada sacra che sarebbe poi divenuta nota come Kusanagi-no-Tsurugi, la “Spada Tagliaerba”, per aprirsi un varco attraverso le fiamme e sfuggire alla trappola dei nemici.
Kuniyoshi trasforma l’episodio leggendario in una potente composizione musha-e ricca di movimento: il principe avanza tra l’erba alta con la spada sguainata, mentre ampie lingue di fuoco attraversano il paesaggio e i nemici arretrano nella parte inferiore della scena.
L’ukiyo-e viene fornito incorniciato singolarmente e pronto da appendere.
Capitolo Ventisette – Kagaribi
Kagaribi (篝火), traducibile come “Bracieri”, è il ventisettesimo capitolo del Genji Monogatari.
Un kagaribi è un fuoco aperto o un braciere utilizzato per l’illuminazione, compresi i fuochi tradizionalmente associati alla pesca notturna con i cormorani.
Kuniyoshi utilizza questa idea di fuoco e fiamma come collegamento poetico per il suo mitate. Invece di illustrare direttamente gli eventi del capitolo del Genji, ne associa il titolo alla drammatica leggenda di Yamato Takeru che fugge da un campo in fiamme.
Il risultato è un raffinato confronto visivo nel quale un riferimento letterario del mondo elegante del Genji diventa il punto di partenza per un’antica leggenda eroica.
Wakan Nazorae Genji
La stampa appartiene all’importante serie di Kuniyoshi Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏), generalmente tradotta come “Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji”.
La serie utilizza i capitoli del Genji Monogatari come struttura letteraria, introducendo scene tratte dalla storia, dalla leggenda e dalla letteratura classica giapponese e cinese.
Invece di realizzare illustrazioni dirette del romanzo di Murasaki Shikibu, Kuniyoshi costruisce associazioni visive e letterarie tra i titoli dei capitoli e celebri guerrieri, eroi leggendari e racconti famosi.
Questa stampa è catalogata come Robinson S88.27.
Yamato Takeru no Mikoto
Yamato Takeru no Mikoto (日本武尊) è una delle grandi figure eroiche della leggendaria storia antica del Giappone.
Compare sia nel Kojiki sia nel Nihon Shoki come figlio dell’imperatore Keikō, inviato in campagne militari per sottomettere province ribelli.
Le storie dedicate a Yamato Takeru combinano coraggio marziale, protezione soprannaturale ed eroismo tragico, rendendolo una delle figure guerriere più durature delle prime tradizioni letterarie giapponesi.
Kuniyoshi raffigura uno degli episodi decisivi della sua campagna orientale: il momento in cui il principe viene intrappolato in un campo deliberatamente incendiato dai suoi nemici.
La trappola dell’erba in fiamme
Secondo la leggenda, i nemici di Yamato Takeru lo attirarono in un campo aperto coperto di erba alta e incendiarono la vegetazione tutt’intorno.
Il fuoco avanzò verso di lui da ogni direzione, apparentemente senza lasciargli alcuna via di fuga.
Kuniyoshi coglie il pericolo nel suo momento più drammatico. Yamato Takeru si trova fra l’erba fitta e le fiamme avanzanti, il corpo inclinato in avanti mentre si apre un passaggio con la spada.
Sotto di lui compaiono figure nemiche tra la vegetazione in fiamme, mentre le lingue di fuoco ricurve e la massa dell’erba trasformano l’intero paesaggio in una scena di movimento e pericolo.
La Spada Tagliaerba
Prima di iniziare la sua campagna orientale, Yamato Takeru aveva ricevuto la spada sacra Ame-no-Murakumo-no-Tsurugi dalla sacerdotessa Yamatohime presso il santuario di Ise.
Quando si trovò intrappolato dal fuoco, utilizzò la spada per tagliare l’erba circostante e liberare lo spazio intorno a sé.
Utilizzò anche un accendifuoco che gli era stato consegnato, appiccando un controfuoco e riuscendo così a sfuggire alla trappola illeso.
Dopo questo episodio, la spada divenne nota come Kusanagi-no-Tsurugi — la “Spada Tagliaerba”.
Kusanagi e le Insegne Imperiali
Kusanagi-no-Tsurugi occupa un posto eccezionale nella tradizione giapponese.
La spada è annoverata tra i Tre Tesori Sacri del Giappone, insieme allo specchio sacro e al gioiello delle insegne imperiali.
La sua associazione con Yamato Takeru e con l’episodio del campo in fiamme trasformò l’arma in qualcosa di molto più importante di una semplice spada: divenne parte della storia leggendaria e sacra della tradizione imperiale giapponese.
Per Kuniyoshi, la cui opera esplorò ripetutamente celebri guerrieri, armi leggendarie e momenti di dramma soprannaturale, questa storia costituiva un soggetto ideale per una stampa di grande forza visiva.
Il fuoco come collegamento con Kagaribi
Il collegamento tra la leggenda di Yamato Takeru e il Capitolo Ventisette del Genji Monogatari risiede nell’idea del fuoco.
Il titolo del capitolo, Kagaribi, indica fuochi aperti o bracieri utilizzati per l’illuminazione. Kuniyoshi trasforma questa associazione poetica in un’intensa scena guerriera dominata dall’erba in fiamme.
Questo principio è caratteristico del mitate in tutta la serie Wakan Nazorae Genji: il collegamento non dipende dall’illustrazione letterale del romanzo, ma dalla creazione di un’intelligente corrispondenza visiva tra il titolo del capitolo e un’altra storia.
Fiamme, erba e movimento
La composizione è dominata da fitte erbe ondulate e da grandi lingue di fiamma color arancio-bruno.
Yamato Takeru occupa la parte centrale superiore dell’immagine, avanzando attraverso il campo con la spada tesa. Le sue elaborate vesti e armature contrastano fortemente con l’ambiente caotico circostante.
Le erbe curve creano un motivo quasi continuo sullo sfondo, mentre le fiamme le attraversano in fasce irregolari.
Questa combinazione conferisce alla scena una forte sensazione di urgenza, come se sia il fuoco sia il paesaggio intero si muovessero intorno alla figura centrale.
Un eroe al centro delle fiamme
Kuniyoshi colloca Yamato Takeru sopra le altre figure, rendendolo il punto focale indiscusso della composizione.
La sua postura rimane controllata e determinata nonostante il pericolo circostante. Con la spada in mano, appare non come una vittima passiva della trappola, ma come un guerriero che crea attivamente la propria via di fuga.
Il contrasto tra la figura concentrata del principe e la confusione dei nemici sottostanti rafforza il carattere leggendario dell’episodio.
Il Genji Monogatari
Il Genji Monogatari fu scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu all’inizio dell’XI secolo.
È uno dei capolavori fondamentali della letteratura classica giapponese ed è spesso descritto come il primo romanzo del mondo.
Nei suoi cinquantaquattro capitoli, l’opera esplora la vita di corte, le relazioni, lo status sociale, la bellezza, la memoria, la perdita e il mondo emotivo dell’aristocrazia Heian.
Kuniyoshi affronta questo monumento letterario attraverso il confronto anziché l’illustrazione diretta, utilizzando i singoli titoli dei capitoli come punti di partenza per associazioni storiche, letterarie e leggendarie.
Utagawa Kuniyoshi – Maestro della stampa guerriera
Utagawa Kuniyoshi (1797–1861), nato Yoshisaburō a Edo, era figlio di un tintore di seta ed entrò nella scuola Utagawa intorno al 1811 come allievo di Utagawa Toyokuni I.
La sua affermazione arrivò con la serie del 1827 dedicata ai 108 eroi del romanzo cinese Suikoden, che lo consacrò come uno dei grandi autori di musha-e, ovvero stampe guerriere.
Kuniyoshi divenne particolarmente celebre per le sue scene drammatiche di guerrieri, eroi leggendari, esseri soprannaturali, fantasmi e mostri, oltre a produrre rappresentazioni animali di straordinaria inventiva.
La sua opera è caratterizzata da composizioni audaci, movimento drammatico e un’eccezionale capacità di trasformare storie complesse in narrazioni visive immediatamente leggibili.
Insieme a Hiroshige e Kunisada, Kuniyoshi è considerato uno degli ultimi grandi maestri dell’ukiyo-e. Morì nel 1861 dopo aver formato un’importante generazione di allievi, tra cui Tsukioka Yoshitoshi.
Musha-e – La stampa guerriera giapponese
I musha-e sono xilografie dedicate a guerrieri, battaglie ed eroi leggendari.
Kuniyoshi divenne uno degli artisti fondamentali del genere, raffigurando spesso i propri soggetti in momenti di straordinario pericolo, confronto soprannaturale o azione eroica.
La leggenda di Yamato Takeru era particolarmente adatta a questo linguaggio visivo. Un guerriero circondato dalle fiamme, che impugna una delle più celebri spade sacre del Giappone, permetteva a Kuniyoshi di combinare movimento, leggenda e paesaggio drammatico in un’unica immagine.
Stampa xilografica policroma Nishiki-e
L’opera è un nishiki-e, o xilografia giapponese policroma.
La tecnica richiedeva più matrici di legno incise, con blocchi separati per i principali contorni e le singole aree di colore. Ogni matrice doveva essere stampata con registrazione precisa per creare l’immagine finale.
I colori conservati rimangono una parte essenziale dell’impatto visivo della stampa, in particolare lo sfondo blu turchese, le calde fiamme arancio-brune e i dettagli rossi, crema e blu del costume di Yamato Takeru.
Pubblicata da Ise-Yoshi, 1855–1856
Wakan Nazorae Genji fu pubblicata da Ise-Yoshi nel 1855–1856, durante gli ultimi anni del periodo Edo.
La stampa appartiene quindi alla fase matura della carriera di Kuniyoshi, quando la sua reputazione come uno dei grandi maestri dell’immagine guerriera giapponese era ormai saldamente consolidata.
La combinazione di letteratura classica, antica leggenda, iconografia di un’arma sacra e drammatico design musha-e è caratteristica della capacità di Kuniyoshi di dare vita a narrazioni storiche e leggendarie.
Provenienza – Collezione del Dr. Eugen Milch
Questa stampa proviene dalla collezione del Dr. Eugen Milch (1889–1958), medico e artista austriaco la cui vita fu caratterizzata da estesi viaggi attraverso Europa e Asia.
Milch prestò servizio come ufficiale medico durante la Prima Guerra Mondiale e viaggiò ampiamente nei primi anni Venti in occasione di viaggi combinati di studio e pittura. Nel 1924 sposò l’artista Emma Bormann, e la coppia visitò la Svezia nello stesso anno. Insieme all’artista Oskar Bergman esposero diversi dipinti al Liljevalchs di Stoccolma.
Nel 1937 Eugen Milch partì per la Cina con altri medici austriaci su invito del governo cinese. Nel 1938 divenne direttore di un ospedale a Beihai, Cina.
Dopo l’occupazione giapponese di parti della costa meridionale cinese, compresa Beihai, la famiglia Milch si trasferì a Shanghai nel 1941.
Eugen assistette successivamente le forze britanniche in Cina e ricevette la cittadinanza britannica. In seguito si recò in Giappone per studiare le conseguenze della guerra, ed è probabile che abbia acquisito lì la presente collezione di xilografie giapponesi.
Morì a Hong Kong nel 1958. La collezione passò successivamente per discendenza all’interno della famiglia.
Stampa xilografica giapponese antica originale
Si tratta di una stampa xilografica giapponese antica originale (ukiyo-e), non di una riproduzione moderna o ristampa successiva.
Datata 1855–1856, è un’autentica opera del tardo periodo Edo che conserva carta, pigmenti, caratteristiche di stampa e naturale invecchiamento propri di un’impressione xilografica giapponese originale.
Come per qualsiasi opera su carta di questa età, una lieve usura è normale e prevista. Leggera tonalizzazione della carta, piccoli punti o pieghe occasionali, sporco superficiale e lievi segni di manipolazione possono essere presenti come parte della naturale storia di una stampa sopravvissuta per circa 170 anni.
Queste caratteristiche sono tipiche degli autentici ukiyo-e d’epoca e devono essere comprese nel contesto dell’età dell’opera. Le singole note sulle condizioni vengono fornite per trasparenza e non implicano che la stampa sia in cattivo stato.
Condizioni
La stampa si conserva in buone condizioni generali per un’opera antica.
Sono presenti usura coerente con l’età, qualche traccia di sporco superficiale e pieghe da manipolazione. I colori rimangono generalmente ben conservati e mantengono una notevole forza visiva.
Si consiglia di esaminare attentamente le fotografie dettagliate, che costituiscono parte integrante della descrizione delle condizioni e mostrano da vicino carta, colori, margini e superficie conservata.
La stampa è incorniciata singolarmente e venduta completa di cornice, pronta da appendere.
Caratteristiche principali
- Artista: Utagawa Kuniyoshi (1797–1861)
- Serie: Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏)
- Traduzione della serie: Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji
- Capitolo: Capitolo Ventisette – Kagaribi (篝火, “Bracieri”)
- Soggetto: Yamato Takeru fugge da un campo di erba in fiamme
- Figura leggendaria: Yamato Takeru no Mikoto (日本武尊)
- Spada: Ame-no-Murakumo-no-Tsurugi / Kusanagi-no-Tsurugi
- Fonti letterarie: Kojiki e Nihon Shoki
- Genere: Musha-e / stampa guerriera
- Tecnica: Nishiki-e, xilografia policroma
- Dimensioni: Circa 38 × 26 cm
- Editore: Ise-Yoshi
- Data: 1855–1856
- Periodo: Tardo periodo Edo
- Riferimento catalogo: Robinson S88.27
- Stampa: Xilografia giapponese antica originale
- Provenienza: Collezione del Dr. Eugen Milch (1889–1958)
- Provenienza successiva: Per discendenza all’interno della famiglia
- Condizioni: Usura dovuta all’età, sporco superficiale e pieghe da manipolazione; colori generalmente ben conservati
- Presentazione: Incorniciata singolarmente
- Cornice: Inclusa – pronta da appendere
Una dinamica stampa originale ukiyo-e del tardo periodo Edo di Utagawa Kuniyoshi, appartenente alla serie Wakan Nazorae Genji del 1855–1856, che associa il ventisettesimo capitolo del Genji Monogatari, “Kagaribi”, alla leggendaria fuga di Yamato Takeru da un campo di erba in fiamme. Con la spada in mano e circondato dalle fiamme, l’antico principe utilizza l’arma che sarebbe poi divenuta nota come Kusanagi-no-Tsurugi per liberarsi dalla trappola, creando una potente immagine di azione eroica e una delle più durature leggende giapponesi legate a una spada sacra. Pubblicata da Ise-Yoshi, catalogata come Robinson S88.27 e conservata con provenienza dalla collezione del Dr. Eugen Milch, questa stampa originale incorniciata riunisce letteratura classica, antica leggenda giapponese e la matura maestria di Kuniyoshi nella stampa guerriera.









