Descrizione
Kawari Kabuto a forma di Karura di Bamen Tomonori – Certificato Kichō Shiryō
Uno straordinario kawari kabuto giapponese a forma di Karura (迦楼羅), la manifestazione giapponese di Garuda e uno degli Hachibushū, gli otto protettori soprannaturali del Dharma buddhista.
Realizzato nel XX secolo, il casco è costruito da cinque piastre di ferro patinato e modellato ampiamente in alto rilievo mediante la tecnica dell’uchidashi. Il potente volto aviario combina un becco fortemente ricurvo, sopracciglia profondamente modellate, grandi occhi dorati e vivaci caruncole rosse con un elaborato insieme di finimenti decorativi in ferro ed elementi tradizionali dell’armatura.
L’interno reca l’iscrizione Bamen Tomonori saku — “realizzato da Bamen Tomonori” — e il casco è accompagnato da un importante certificato Kichō Shiryō n. 1194, rilasciato dal Nihon Katchū Bugu Kenkyū Hozonkai e datato 13 novembre 2016.
Karura – Il guardiano-uccello buddhista
Karura (迦楼羅) è la forma giapponese di Garuda, la grande divinità aviaria della tradizione buddhista. Nell’iconografia giapponese, Karura appartiene agli Hachibushū, le otto classi di esseri soprannaturali protettori del Dharma buddhista.
Tradizionalmente raffigurato come una feroce divinità-uccello associata alla distruzione di serpenti e draghi, Karura costituisce un soggetto particolarmente potente per un kawari kabuto.
In questo esemplare, la divinità viene trasformata in armatura scultorea. Il casco guarda frontalmente con un becco fortemente ricurvo, pesanti sopracciglia aggrottate e grandi occhi dorati, creando un’espressione che richiama sia un guardiano soprannaturale sia il linguaggio visivo intimidatorio dell’armatura giapponese.
Kawari Kabuto – Forma straordinaria di casco
Il termine kawari kabuto indica caschi giapponesi non convenzionali o fortemente individualizzati, le cui forme si discostano dai più tradizionali modelli di calotta.
Questi caschi potevano incorporare animali, immagini religiose, forme naturali o silhouette volutamente esagerate, trasformando l’equipaggiamento protettivo in una potente dichiarazione di identità e presenza.
In questo esemplare, l’intera calotta diventa la testa di Karura. Il risultato è un’opera altamente scultorea il cui impatto visivo dipende non soltanto dalla decorazione, ma anche dalla modellazione del ferro stesso.
Costruzione in cinque piastre di ferro patinato
La calotta è costruita con cinque piastre rivettate di ferro patinato (tetsu sabiji).
Invece di nascondere il carattere naturale del ferro sotto un pesante strato di lacca, la superficie conserva una finitura scura e patinata che mette in risalto la texture del metallo e la profondità della lavorazione scultorea.
Le singole piastre sono accuratamente assemblate per creare una forma tridimensionale coerente, mantenendo al tempo stesso la logica strutturale di un kabuto funzionale.
Lavorazione Uchidashi in alto rilievo
I principali tratti del volto sono realizzati in uchidashi, una tecnica impegnativa di lavorazione del metallo nella quale il ferro viene martellato dal retro per creare forme in rilievo.
Sopracciglia, occhi, guance e becco ricurvo emergono direttamente dalla piastra di ferro e non sono elementi scultorei aggiunti separatamente.
Ciò conferisce al casco uno straordinario senso di unità: il volto e la struttura protettiva sono, di fatto, un’unica cosa.
Occhi dorati e pupille laccate di nero
I grandi occhi sporgenti sono evidenziati in oro, attirando immediatamente l’attenzione sullo sguardo intenso del casco.
Al centro, pupille laccate di nero creano un forte contrasto con le superfici dorate e rafforzano il carattere soprannaturale di Karura.
L’oro stabilisce inoltre un importante collegamento visivo con i wakidate dorati montati ai lati del casco.
Becco ricurvo e caruncole rosse
Il centro del volto è dominato da un pronunciato becco ricurvo, fortemente modellato e leggermente aperto.
All’interno della bocca rimane visibile un piccolo elemento rosso, mentre le prominenti caruncole ai lati sono rifinite con pigmento rosso vivo.
Il contrasto tra ferro scuro patinato, occhi dorati e intensi dettagli rossi costituisce uno degli elementi fondamentali del carattere drammatico del casco.
Piastra posteriore con ventaglio di piume
L’iconografia aviaria continua sul retro del casco, dove la piastra è lavorata con un ventaglio di piume in alto rilievo.
Si tratta di un elemento importante del progetto complessivo, poiché estende l’iconografia di Karura oltre il volto e trasforma il casco in una composizione scultorea completamente concepita.
Rosette Kiku-za sui rivetti
Ogni rivetto visibile è inserito in un kiku-za, una piccola rosetta ornamentale a forma di crisantemo.
Questi elementi creano un raffinato ritmo decorativo sulla superficie del casco integrando i punti funzionali di fissaggio nel programma ornamentale.
Decorazione ad arabeschi floreali
Arabeschi floreali cruciformi sono applicati sulle piastre laterali e sulle guance.
Le forme delicate contrastano con l’espressione aggressiva del volto di Karura e aggiungono un ulteriore livello di raffinatezza alla superficie in ferro patinato.
Creste in ferro forgiato
Una fila di punte in ferro forgiato corre lungo la sommità del casco formando una marcata cresta centrale.
Questi elementi rafforzano ulteriormente il profilo drammatico del casco e l’impressione di trovarsi davanti a una creatura soprannaturale piuttosto che a un elmo militare convenzionale.
Wakidate dorati
Una coppia di wakidate dorati a forma di goccia sporge da entrambi i lati del casco.
Le superfici dorate richiamano gli occhi e risaltano fortemente sul fondo scuro del ferro patinato.
Insieme alla cresta centrale e alla piastra posteriore piumata, contribuiscono alla silhouette eccezionalmente distintiva del casco.
Hineno-Jikoro a cinque lame
Il casco è dotato di un hineno-jikoro a cinque lame, progettato per proteggere il collo mantenendo la flessibilità stratificata caratteristica dell’armatura giapponese.
Le lame sono rifinite in lacca scura e unite tramite allacciatura in seta blu scuro, creando un ricco contrasto con la calotta in ferro patinato.
La combinazione di ferro scuro, lacca nera e cordonatura blu mantiene visivamente sobria la struttura inferiore, lasciando la calotta scultorea di Karura come elemento dominante.
Shinobi-no-o
Lo shinobi-no-o, utilizzato per fissare il casco, è realizzato in corda color canapa naturale.
La tonalità discreta completa il metallo scuro e la lacca preservando il carattere funzionale tradizionale del casco.
Iscrizione – Bamen Tomonori Saku
L’interno reca l’iscrizione:
Bamen Tomonori saku
“Realizzato da Bamen Tomonori”
Il nome è associato alla scuola Bamen, una tradizione di armaioli legata a Toyohara, nella provincia di Echizen, attuale prefettura di Fukui.
La tradizione Bamen divenne particolarmente nota per la produzione di caschi sofisticati. Secondo la tradizione, la scuola avrebbe derivato il proprio nome dai bamen, ossia maschere per cavalli, per le quali i suoi artigiani erano rinomati.
L’iscrizione stabilisce quindi un importante collegamento tra questo casco e la storica tradizione di produzione di armature giapponesi rappresentata dal nome Bamen.
Certificato Kichō Shiryō n. 1194
Uno degli aspetti più significativi del casco è il certificato Kichō Shiryō (Materiale Importante) che lo accompagna.
Il certificato reca il numero 1194 ed è stato rilasciato dal Nihon Katchū Bugu Kenkyū Hozonkai, società giapponese dedicata allo studio e alla conservazione dell’armatura tradizionale giapponese.
È datato 13 novembre 2016.
Tale riconoscimento è particolarmente notevole per un kawari kabuto del XX secolo. Il certificato colloca il casco all’interno di un serio contesto di studio e conservazione dell’armatura giapponese e lo distingue nettamente dalle moderne riproduzioni puramente decorative.
Eccezionale interesse collezionistico
Questo casco riunisce diverse caratteristiche di particolare interesse per i collezionisti di armature giapponesi: lavorazione in ferro uchidashi ad alto rilievo, insolita iconografia di Karura, iscrizione Bamen Tomonori, costruzione tradizionale dello shikoro e certificazione giapponese documentata.
Il suo fascino non risiede soltanto nell’aspetto spettacolare, ma anche nella riuscita combinazione di tecniche tradizionali di costruzione dell’armatura con un’interpretazione eccezionalmente scultorea dell’iconografia dei guardiani buddhisti.
Il certificato Kichō Shiryō aggiunge alla pièce una dimensione documentaria particolarmente importante.
Caratteristiche principali
- Tipo: Kawari kabuto
- Soggetto: Karura (迦楼羅 / Garuda)
- Contesto religioso: Uno degli Hachibushū, protettori del Dharma buddhista
- Periodo: XX secolo
- Calotta: Cinque piastre di ferro rivettate
- Finitura del ferro: Ferro patinato (tetsu sabiji)
- Tecnica: Alto rilievo uchidashi
- Occhi: Dorati con pupille laccate nere
- Decorazione facciale: Caruncole pigmentate di rosso
- Piastra posteriore: Ventaglio di piume lavorato in alto rilievo
- Rivetti: Decorati con rosette kiku-za
- Decorazione aggiuntiva: Arabeschi floreali applicati
- Creste: Fila di punte in ferro forgiato
- Wakidate: Ornamenti laterali dorati a forma di goccia
- Shikoro: Hineno-jikoro a cinque lame
- Allacciatura: Seta blu scuro
- Shinobi-no-o: Corda color canapa naturale
- Iscrizione: Bamen Tomonori saku
- Tradizione: Scuola Bamen, associata a Toyohara, provincia di Echizen
- Certificato: NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194
- Data del certificato: 13 novembre 2016
- Documentazione: Certificato Supein Nihonto incluso
Condizioni
Il casco si conserva in condizioni eccellenti per la sua età.
Il ferro patinato mantiene una superficie uniforme e matura. Il pigmento rosso delle caruncole presenta piccole aree di usura naturale e perdite localizzate, mentre la doratura, i finimenti in ferro, la lacca e l’allacciatura sono ben conservati.
La lieve usura superficiale è coerente con l’età e la manipolazione e non compromette l’aspetto generale del pezzo.
Si consiglia di esaminare attentamente le fotografie dettagliate, che costituiscono parte integrante della descrizione e mostrano da vicino la costruzione, la decorazione, la superficie e le condizioni del casco.
Uno straordinario kawari kabuto giapponese del XX secolo a forma di Karura, costruito da cinque piastre di ferro patinato e scolpito in drammatico alto rilievo uchidashi. Gli occhi dorati, il becco ricurvo, le vivaci caruncole rosse, la piastra posteriore piumata, la cresta in ferro e i wakidate dorati compongono una delle forme più spettacolari all’interno della tradizione dell’armatura giapponese. Iscritto Bamen Tomonori saku e accompagnato dal certificato NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194, datato 13 novembre 2016, il pezzo combina una potente iconografia, raffinata lavorazione del metallo e una documentazione eccezionalmente importante per un kabuto post-Edo.



















