Karura Kawari Kabuto del periodo Meiji di Bamen Tomonori – Certificato Kichō Shiryō

28.000,00 €

1 disponibili

COD: TENGU-KAWARI-KABUTO-10113 Categorie: , Tag: , ,

1 disponibili

Aggiungi al confronto

Aggiungi alla lista dei desideri

Descrizione

Karura Kawari Kabuto del periodo Meiji di Bamen Tomonori – Certificato Kichō Shiryō

Kawari Kabuto giapponese · Karura / Garuda · Periodo Meiji · Bamen Tomonori · Ferro rugginoso · Uchidashi · Certificato Kichō Shiryō n. 1194

Un eccezionale kawari kabuto giapponese attribuito al periodo Meiji (1868–1912), scolpito nella forma di Karura (迦楼羅), manifestazione giapponese di Garuda e uno degli Hachibushū, gli otto protettori soprannaturali del Dharma buddhista.

Costruito con cinque piastre rivettate di ferro rugginoso, il casco è ampiamente modellato in spettacolare alto rilievo mediante la tradizionale tecnica dell’uchidashi. Il potente volto aviario combina un becco fortemente adunco, sopracciglia profondamente modellate, grandi occhi dorati con pupille laccate di nero e caruncole rosso vivo, creando una straordinaria interpretazione scultorea dell’iconografia dei guardiani buddhisti.

L’interno reca l’iscrizione Bamen Tomonori saku — “realizzato da Bamen Tomonori” — collegando il casco alla tradizione Bamen della produzione di armature giapponesi.

Il kabuto è accompagnato dal certificato NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194, emesso dalla Nihon Katchū Bugu Kenkyū Hozonkai il 13 novembre 2016. Il certificato identifica l’oggetto come un tetsu sabiji Karura-gata kawari kabuto e lo colloca nella classificazione Kin-gendai (近現代) dell’associazione, riconoscendolo contemporaneamente come Kichō Shiryō — Materiale importante.


Karura – Il guardiano-uccello buddhista

Karura (迦楼羅) è la forma giapponese di Garuda, la grande divinità-uccello originaria della tradizione religiosa indiana e successivamente incorporata nel buddhismo.

Nell’iconografia buddhista giapponese, Karura appartiene agli Hachibushū, le otto classi di esseri soprannaturali protettori del Dharma buddhista.

Tradizionalmente rappresentato come una feroce divinità aviaria e associato alla sconfitta di serpenti e draghi, Karura costituiva un soggetto particolarmente potente per un kawari kabuto.

Qui la divinità viene trasformata in armatura scultorea. Il becco fortemente ricurvo, gli occhi sporgenti e le sopracciglia profondamente aggrottate creano un’espressione soprannaturale intimidatoria pur rimanendo completamente integrati nella struttura del casco.


Attribuzione al periodo Meiji

Il casco è attribuito al periodo Meiji (1868–1912), un’epoca di profonda trasformazione durante la quale le tradizionali tecniche di fabbricazione delle armature giapponesi continuarono a essere praticate anche dopo la fine della classe samurai come ordine militare ufficiale.

Armieri altamente qualificati continuarono a preservare e reinterpretare le tecniche tradizionali di lavorazione del metallo, realizzando opere che occupavano sempre più uno spazio intermedio fra armatura funzionale, oggetto cerimoniale e scultura.

Questo casco nella forma di Karura appartiene naturalmente a tale contesto: tecnicamente radicato nella tradizionale costruzione delle armature giapponesi, ma caratterizzato da una concezione scultorea eccezionalmente ambiziosa.

Il certificato NKBKHK che accompagna il casco lo inserisce nella categoria 近現代 (Kin-gendai), la classificazione più ampia utilizzata dall’associazione per le armature giapponesi del periodo moderno e contemporaneo.


Kawari Kabuto – Forme straordinarie di elmo

Il termine kawari kabuto indica elmi giapponesi non convenzionali o altamente individualizzati, le cui forme si allontanavano dai più tradizionali modelli a calotta.

Animali, immagini religiose, forme naturali e silhouette volutamente esagerate potevano essere incorporate in questi elmi, trasformando l’equipaggiamento protettivo in una potente espressione di identità, simbolismo e maestria artigianale.

Nel presente esemplare, la calotta stessa dell’elmo diventa la testa di Karura.

L’impatto visivo dipende quindi non soltanto dalla decorazione applicata, ma dalla modellazione vera e propria della struttura in ferro.


Costruzione in cinque piastre di ferro rugginoso

La calotta è costruita con cinque piastre rivettate di ferro rugginoso (tetsu sabiji).

La superficie scura conserva il carattere naturale del ferro invece di essere nascosta sotto una pesante copertura di lacca.

Questa finitura mette in risalto sia la qualità materica del metallo sia la notevole profondità del lavoro scultoreo.

Le singole piastre sono accuratamente assemblate per creare una forma tridimensionale coerente, mantenendo al tempo stesso la logica strutturale della tradizionale costruzione del kabuto.


Lavorazione Uchidashi ad alto rilievo

I principali tratti del volto sono eseguiti in uchidashi, tecnica impegnativa nella quale il ferro viene martellato dal retro per sollevare forme scultoree in rilievo.

Sopracciglia, guance e il fortemente sporgente becco adunco emergono dal metallo lavorato invece di dipendere interamente da elementi decorativi applicati separatamente.

Ciò conferisce all’elmo una straordinaria unità: la struttura protettiva in ferro e il volto soprannaturale diventano praticamente un’unica forma scultorea.


Occhi dorati e pupille laccate di nero

I grandi occhi sporgenti sono evidenziati con doratura e dominano immediatamente l’espressione del casco.

Le pupille laccate di nero creano un forte contrasto con le superfici dorate e conferiscono a Karura uno sguardo frontale particolarmente intenso.

L’oro crea inoltre un collegamento visivo con gli ornamenti laterali dorati dell’elmo.


Becco adunco e caruncole rosse

Il centro del volto è dominato da un potente becco adunco sporgente, accuratamente modellato e leggermente aperto.

Un piccolo dettaglio rosso è visibile all’interno della bocca, mentre le grandi caruncole ai lati del volto sono rifinite con pigmento rosso vivo.

Il contrasto fra ferro scuro, oro brillante e rosso intenso determina gran parte del carattere visivo dell’opera.


Piastra posteriore piumata

L’iconografia aviaria continua sul retro del casco, dove il ferro è lavorato con un ventaglio di piume ad alto rilievo.

Questo elemento è fondamentale per la concezione complessiva dell’oggetto, poiché l’immagine di Karura non si limita al volto frontale.

L’intero elmo viene trattato come rappresentazione tridimensionale del guardiano-uccello soprannaturale.


Rosette Kiku-za

I punti di fissaggio visibili sono circondati da kiku-za, rosette a forma di crisantemo che integrano i rivetti funzionali nel programma decorativo.

Questi raffinati elementi creano un sottile ritmo ornamentale sulla superficie scura del ferro.


Decorazione ad arabeschi floreali

Arabeschi floreali cruciformi applicati decorano le piastre laterali e le aree delle guance.

Il loro carattere delicato contrasta con la modellazione aggressiva del volto di Karura e testimonia l’unione fra lavorazione scultorea e decorativa del metallo.


Cresta in ferro forgiato

Una fila di punte in ferro forgiato corre lungo la sommità creando una marcata cresta centrale.

Questi elementi rafforzano la silhouette distintiva dell’elmo e contribuiscono alla sua trasformazione da armatura convenzionale a immagine di una creatura soprannaturale.


Wakidate dorati

Una coppia di wakidate dorati a forma di goccia sporge dai lati del casco.

Le superfici luminose riprendono la doratura degli occhi e risaltano fortemente contro il ferro scuro.

Insieme alla cresta centrale e alla sezione posteriore piumata creano un profilo eccezionalmente distintivo.


Hineno-jikoro a cinque lame

Il casco è dotato di un hineno-jikoro a cinque lame, destinato a proteggere il collo mantenendo la costruzione articolata caratteristica delle armature giapponesi.

Le lame sono rifinite con lacca scura e collegate mediante lacci di seta blu intenso.

La struttura inferiore sobria offre un efficace contrappunto visivo alla calotta fortemente scultorea.


Shinobi-no-o

Lo shinobi-no-o, utilizzato per fissare l’elmo, è realizzato in corda color canapa naturale.

La tonalità discreta completa il ferro, la lacca e i lacci blu mantenendo il tradizionale carattere funzionale dell’armatura giapponese.


Iscrizione – Bamen Tomonori Saku

L’interno reca l’iscrizione:

Bamen Tomonori saku
“Realizzato da Bamen Tomonori”

Il nome Bamen è associato a una tradizione di armaioli legata a Toyohara nell’antica provincia di Echizen, oggi prefettura di Fukui.

L’iscrizione costituisce quindi una parte importante dell’identità dell’elmo e del suo collegamento con la continuità storica della fabbricazione delle armature giapponesi.


Certificato NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194

Un aspetto particolarmente importante del casco è la certificazione rilasciata dalla Nihon Katchū Bugu Kenkyū Hozonkai, l’associazione giapponese dedicata allo studio e alla conservazione di armature e armi.

Il certificato porta il numero Kichō 1194 ed è datato 13 novembre 2016.

L’oggetto viene descritto nel certificato come:

近現代 鉄錆地迦楼羅形変り兜
Kin-gendai tetsu sabiji Karura-gata kawari kabuto
“Karura-gata kawari kabuto del periodo moderno in ferro rugginoso.”

A seguito dell’esame, l’elmo è stato certificato 貴重資料 (Kichō Shiryō), ossia “Materiale importante”.

Questa certificazione costituisce un’importante documentazione istituzionale giapponese e conferma il riconoscimento dell’elmo come esemplare significativo nell’ambito dello studio e della conservazione delle armature giapponesi.


Condizioni di conservazione

L’elmo si conserva in eccellenti condizioni per la sua età.

Il ferro rugginoso presenta una superficie uniforme e matura.

Il pigmento rosso delle caruncole mostra piccole aree di naturale usura e perdita localizzata, mentre doratura, elementi metallici, lacca e lacci risultano ben conservati.

Lievi segni superficiali coerenti con l’età e la manipolazione non compromettono l’aspetto complessivo della pièce.


Caratteristiche principali

  • Tipo: Kawari kabuto
  • Soggetto: Karura (迦楼羅 / Garuda)
  • Contesto religioso: Hachibushū, protettori del Dharma buddhista
  • Periodo: Periodo Meiji (1868–1912), attribuzione
  • Classificazione NKBKHK: Kin-gendai (近現代)
  • Calotta: Cinque piastre di ferro rivettate
  • Finitura del ferro: Ferro rugginoso (tetsu sabiji)
  • Tecnica: Uchidashi ad alto rilievo
  • Occhi: Dorati con pupille laccate di nero
  • Decorazione facciale: Caruncole pigmentate di rosso
  • Piastra posteriore: Ventaglio di piume lavorato ad alto rilievo
  • Rivetti: Decorati con rosette kiku-za
  • Decorazione aggiuntiva: Arabeschi floreali applicati
  • Cresta: Fila di punte in ferro forgiato
  • Wakidate: Ornamenti laterali dorati a forma di goccia
  • Shikoro: Hineno-jikoro a cinque lame
  • Lacci: Seta blu scuro
  • Shinobi-no-o: Corda color canapa naturale
  • Iscrizione: Bamen Tomonori saku
  • Tradizione: Scuola Bamen / tradizione degli armaioli di Echizen
  • Certificato: NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194
  • Data del certificato: 13 novembre 2016
  • Documentazione: Certificato NKBKHK e documentazione Supein Nihonto

Interesse collezionistico

Questo straordinario casco combina diverse qualità di particolare interesse per i collezionisti di armature giapponesi: un eccezionale soggetto religioso, un ambizioso lavoro del ferro ad alto rilievo, una costruzione tradizionale del kabuto, l’iscrizione Bamen Tomonori e una certificazione giapponese formale.

Il periodo Meiji rappresenta un momento particolarmente interessante nella storia delle armature giapponesi. Le tecniche tradizionali sopravvissero alla fine dell’epoca samurai e vennero progressivamente applicate a opere apprezzate per artigianato, continuità storica e valore artistico.

Il casco Karura rappresenta particolarmente bene questa transizione. La costruzione resta saldamente radicata nella tradizione delle armature giapponesi, mentre l’intero oggetto viene concepito come un’ambiziosa rappresentazione scultorea di un guardiano buddhista.

La certificazione Kichō Shiryō aggiunge un’importante dimensione documentaria e inserisce l’elmo nel contesto formale dello studio e della conservazione delle armi e armature giapponesi in Giappone.

Un eccezionale kawari kabuto giapponese nella forma di Karura attribuito al periodo Meiji (1868–1912), costruito con cinque piastre di ferro rugginoso e modellato in spettacolare alto rilievo uchidashi. Gli occhi dorati, il becco fortemente adunco, le caruncole rosso vivo, la piastra posteriore piumata, la cresta in ferro forgiato e i wakidate dorati creano una straordinaria interpretazione scultorea di Karura, il guardiano-uccello buddhista. L’interno reca l’iscrizione Bamen Tomonori saku. Accompagnato dal certificato NKBKHK Kichō Shiryō n. 1194, datato 13 novembre 2016, che identifica l’elmo come kawari kabuto in ferro rugginoso nella forma di Karura all’interno della classificazione Kin-gendai dell’associazione e lo certifica come Materiale importante.

Spedizione gratuita

Spedizione gratuita per ordini superiori a 1.000,00 €.

Pagamento rapido

Processo di pagamento sicuro e senza complicazioni.

Authenticity Guaranteed

Autenticità garantita

Certificato di autenticità incluso.

Assistenza 24/7

Hai domande? Contattaci tramite WhatsApp.

Contatti

Autentiche spade giapponesi, armature da samurai e manufatti storici selezionati direttamente dal Giappone per collezionisti e appassionati di tutto il mondo.

    © 2026 Sviluppato da Tu Especialista Web

    Supein Nihonto
    Panoramica privacy

    This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.