Descrizione
Netsuke Saishiki di Tokiwa Gozen con i suoi tre figli – Scuola Shuzan, Osaka, XVIII–inizio XIX secolo
Netsuke giapponese · Tokiwa Gozen · Minamoto no Yoshitsune · Scuola Shuzan · Osaka · XVIII–inizio XIX secolo · Legno di hinoki · Policromia saishiki · Due himotoshi · 7,0 × 3,7 × 2,4 cm
Un antico netsuke giapponese saishiki dalla raffinata composizione, scolpito in hinoki, o cipresso giapponese, e dipinto nella maniera associata a Yoshimura Shūzan e alla scuola di Osaka che ne seguì la tradizione. Il soggetto è Tokiwa Gozen, celebre nella storia e nella leggenda giapponese come madre di Minamoto no Yoshitsune, raffigurata mentre fugge con i suoi tre figli durante l’inverno del 1160, dopo la ribellione di Heiji.
La composizione riunisce Tokiwa e tutti e tre i bambini in un gruppo verticale straordinariamente compatto.
Tokiwa si trova sotto un ampio cappello da viaggio, con una grande manica sollevata accanto al corpo, mentre con l’altro braccio stringe il neonato Ushiwakamaru, il futuro Yoshitsune, avvolto in un tessuto verde.
I due figli maggiori, Imawaka e Otowaka, trovano riparo nelle pieghe delle sue vesti.
Uno è accovacciato vicino all’orlo, con una giacca rossa e pantaloni indaco, mentre l’altro emerge da dietro il drappeggio con una veste blu decorata con motivi dorati.
La disposizione densa, le profonde pieghe fluenti e la policromia conservata conferiscono a questa piccola scultura una notevole complessità visiva.
Tokiwa Gozen e la fuga del 1160
Il soggetto rappresenta uno degli episodi più celebri associati a Tokiwa Gozen.
Dopo la ribellione di Heiji, la tradizione la ricorda in fuga con i suoi tre giovani figli durante l’inverno del 1160.
Il bambino più piccolo tra le sue braccia è Ushiwakamaru, che sarebbe poi diventato Minamoto no Yoshitsune.
I due ragazzi più grandi raffigurati ai suoi piedi sono Imawaka e Otowaka.
Invece di separare le figure in singoli elementi narrativi, l’intagliatore ha compresso l’intera famiglia in un’unica massa scultorea.
I bambini sembrano quasi assorbiti dalle vesti della madre, rafforzando sia l’urgenza del viaggio sia il senso di protezione materna che definisce la composizione.
Tokiwa sotto il cappello da viaggio
Tokiwa domina la parte superiore del netsuke.
Indossa un ampio cappello da viaggio, la cui larga tesa crea un forte elemento orizzontale sopra una composizione altrimenti verticale.
Il cappello conserva decorazioni dipinte in rosso e verde, che aggiungono un vivace accento cromatico alla calda superficie lignea.
Sotto di esso, il piccolo volto di Tokiwa è delicatamente scolpito, con occhi chiusi o abbassati e un’espressione calma e lievemente sorridente.
I lineamenti rimangono contenuti nonostante il carattere drammatico della narrazione.
Una manica si solleva vistosamente su un lato del corpo, creando una curva elegante che bilancia l’ampio cappello.
L’altro braccio tiene il neonato vicino al petto.
Questa disposizione conferisce alla figura movimento e stabilità, mantenendo al contempo le proporzioni compatte richieste da un netsuke.
Ushiwakamaru, il futuro Yoshitsune
Il neonato tenuto contro il petto di Tokiwa è Ushiwakamaru, nome infantile del futuro Minamoto no Yoshitsune.
Il bambino è avvolto in un tessuto verde e saldamente protetto dal braccio della madre.
Nonostante la scala estremamente ridotta, il neonato è chiaramente distinto dalle vesti circostanti attraverso il colore e la scultura.
Il tessuto verde crea un forte contrasto con la superficie chiara dell’abito di Tokiwa e con i dettagli rossastri intorno alla scollatura.
La posizione del bambino vicino al centro della composizione gli conferisce particolare importanza visiva, mantenendo al contempo la relazione protettiva tra madre e figlio.
Imawaka e Otowaka
I due figli maggiori di Tokiwa sono integrati nella metà inferiore della scultura.
Uno dei bambini è accovacciato vicino all’orlo della veste, con una giacca rossa e pantaloni indaco.
Il secondo appare dietro le pieghe del drappeggio, indossando una veste blu arricchita da motivi dorati.
I loro piccoli volti sono accuratamente scolpiti e rimangono chiaramente distinguibili nonostante siano parzialmente racchiusi dagli abiti circostanti.
Il posizionamento dei bambini è particolarmente efficace.
Non stanno indipendentemente accanto alla madre, ma sembrano cercare riparo all’interno del tessuto stesso.
Ciò permette allo scultore di mantenere una forma compatta adatta a un netsuke, rafforzando allo stesso tempo la narrazione di protezione, movimento e unità familiare.
Composizione verticale compatta
Uno degli aspetti più riusciti dell’opera è il modo in cui l’intera narrazione viene organizzata all’interno di un formato verticale ristretto.
Il cappello di Tokiwa costituisce il limite superiore.
La manica sollevata si estende da un lato, mentre le vesti ricadono verso i due figli maggiori.
Il neonato è posizionato vicino al centro del busto, creando un punto focale nella metà superiore.
I figli maggiori occupano la base e sostengono visivamente la figura sovrastante.
Il risultato è una complessa scena a più figure risolta in una forma compatta adatta alla funzione di netsuke.
Le profonde pieghe delle vesti separano le singole figure e, allo stesso tempo, riuniscono la famiglia in un’unica unità scultorea.
Decorazione policroma Saishiki
La scultura è rifinita in saishiki, una tecnica di pittura policroma fondamentale per il carattere visivo dell’opera.
Decorazioni rosse, indaco, verdi, blu e dorate rimangono visibili sulle figure e sugli abiti.
Le vesti dei bambini conservano zone particolarmente leggibili della colorazione originale.
Uno indossa una giacca rossa sopra pantaloni indaco, mentre l’altro è vestito di blu con ornamenti dorati ancora visibili.
L’involucro del neonato è verde.
Gli abiti di Tokiwa conservano dettagli rossi intorno alla scollatura e il cappello da viaggio presenta decorazioni rosse e verdi.
Questi colori suddividono la densa superficie scultorea e permettono alle singole figure di restare leggibili nonostante la disposizione compatta.
Hinoki – Cipresso giapponese
Il netsuke è scolpito in hinoki, il cipresso giapponese.
Il legno costituisce la base strutturale delle profonde pieghe, dei piccoli lineamenti facciali e della superficie dipinta.
In questo esemplare, il tono caldo naturale del legno rimane visibile sotto e tra le aree di policromia conservata.
La combinazione tra texture scolpita e colore dipinto è particolarmente efficace sulle vesti, dove motivi fini e pieghe fluenti interagiscono con la superficie invecchiata.
Il materiale contribuisce inoltre all’aspetto caldo complessivo dell’oggetto.
Yoshimura Shūzan e la tradizione di Osaka
Il pezzo è eseguito nella maniera di Yoshimura Shūzan e della scuola di Osaka associata alla sua tradizione del legno dipinto.
Shūzan fu un pittore della scuola Kanō attivo a Osaka nella metà del XVIII secolo ed è accreditato dell’introduzione di questo caratteristico trattamento pittorico nella scultura dei netsuke.
È ricordato tra i migliori intagliatori del suo tempo nel Sōken Kishō del 1781.
Il presente netsuke deve essere compreso all’interno di questa tradizione artistica, piuttosto che presentato come un’opera firmata personalmente da Shūzan.
L’uso dell’hinoki scolpito, la densa composizione a più figure e la policromia saishiki conservata corrispondono strettamente al linguaggio visivo associato alla scuola Shuzan e ai suoi seguaci di Osaka.
Decorazione superficiale e dettagli degli abiti
Le vesti sono tra gli elementi visivamente più complessi della scultura.
Le superfici combinano dettagli incisi, dipinti e decorativi.
Profonde pieghe attraversano verticalmente la composizione, creando ombre e separando le singole figure.
L’ampio abito esterno di Tokiwa conserva un fondo chiaro con fini motivi decorativi.
Sotto di esso rimangono visibili aree rosse, verdi, indaco, blu e dorate sugli abiti dei bambini.
Questa varietà di trattamenti impedisce che il gruppo densamente disposto diventi visivamente confuso.
Ogni figura rimane leggibile pur facendo parte della composizione complessiva unificata.
Scultura dei volti
I volti sono piccoli e finemente scolpiti.
L’espressione di Tokiwa è composta e delicata, con occhi chiusi o abbassati e un sorriso contenuto.
I volti dei bambini sono ugualmente compatti e attentamente integrati nella composizione.
I loro lineamenti non dominano la scultura.
Emergono invece dalle pieghe e dalle superfici dipinte circostanti come dettagli intimi destinati a un’osservazione ravvicinata.
Le espressioni tranquille contrastano con le difficoltà implicite nella narrazione della fuga.
Questa compostezza conferisce alla scena dignità anziché un drammatismo eccessivo.
Le vesti da viaggio
Gli abiti di Tokiwa costituiscono la principale struttura della composizione.
Le vesti ricadono in profonde pieghe fluenti dalle spalle verso i bambini sottostanti.
Una grande manica si solleva lateralmente formando una curva elegante.
L’altro lato dell’abito scende intorno ai bambini e contribuisce a racchiudere la parte inferiore della composizione.
Lo scultore utilizza queste pieghe sia in funzione decorativa sia strutturale.
Esse suggeriscono movimento e pesantezza del tessuto, creando allo stesso tempo cavità nelle quali inserire i due figli maggiori.
Il risultato è una soluzione straordinariamente efficace per un complesso soggetto a quattro figure.
Due Himotoshi
Due himotoshi sono posizionati sul retro della veste.
Questi fori per il cordone sono parte integrante della funzione tradizionale dell’oggetto come netsuke.
La loro collocazione sul retro permette alla composizione frontale di rimanere priva di interruzioni funzionali.
La presenza dei due fori conferma inoltre che il disegno scultoreo era concepito per funzionare come netsuke e non semplicemente come piccola figura decorativa.
Età e carattere della superficie
La superficie mostra chiari segni di invecchiamento coerenti con il carattere antico del pezzo.
Sono visibili piccole perdite di pigmento sul volto, sulla nuca e lungo i bordi delle vesti.
Un fine reticolo di craquelure attraversa alcune zone della superficie dipinta.
Questi cambiamenti rivelano il rapporto tra il legno scolpito sottostante e gli strati di policromia sopravvissuti.
Importanti aree della decorazione originale rimangono tuttavia chiaramente leggibili.
I dettagli rossi, indaco, verdi e dorati continuano a definire le figure e gli abiti.
L’usura legata all’età deve quindi essere considerata parte dell’attuale superficie storica dell’oggetto.
Condizioni di conservazione
Il netsuke è descritto come databile tra il XVIII e l’inizio del XIX secolo e presenta una naturale usura legata all’età.
Sono presenti piccole perdite di pigmento sul volto, sulla nuca e sui bordi delle vesti, insieme a fini craquelure nelle aree dipinte.
I colori conservati restano chiaramente visibili, in particolare sugli abiti dei bambini e sul cappello.
Le informazioni fornite non menzionano restauri, elementi sostituiti, firma o ulteriore documentazione.
I potenziali acquirenti devono esaminare attentamente tutte le fotografie disponibili per valutare con precisione lo stato e la conservazione della superficie policroma.
Dimensioni
- Altezza: 7,0 cm
- Larghezza: 3,7 cm
- Profondità: 2,4 cm
Caratteristiche
- Oggetto: Netsuke giapponese
- Soggetto: Tokiwa Gozen con i suoi tre figli
- Figure: Tokiwa Gozen, Ushiwakamaru, Imawaka e Otowaka
- Scuola: Tradizione della scuola Shuzan
- Regione: Osaka, Giappone
- Periodo: XVIII–inizio XIX secolo
- Materiale: Hinoki (cipresso giapponese)
- Tecnica: Legno scolpito con decorazione policroma saishiki
- Colori: Rosso, indaco, verde, blu e dettagli dorati
- Cappello: Ampio cappello da viaggio con decorazione dipinta rossa e verde
- Neonato: Ushiwakamaru avvolto in un tessuto verde
- Figli maggiori: Imawaka e Otowaka riparati tra le pieghe delle vesti
- Dettaglio funzionale: Due himotoshi sul retro
- Condizioni: Antico, con piccole perdite di pigmento e fini craquelure sulla superficie dipinta
- Dimensioni: 7,0 × 3,7 × 2,4 cm
Valore collezionistico
Questo netsuke combina un importante soggetto narrativo con una delle più caratteristiche tradizioni del legno dipinto associate alla Osaka del XVIII secolo.
La storia di Tokiwa Gozen e dei suoi figli consente all’intagliatore di creare una complessa composizione a più figure mantenendo le proporzioni compatte necessarie a un netsuke funzionale.
Il suo interesse risiede soprattutto nel rapporto tra scultura e colore conservato.
L’ampio cappello, la manica sollevata, il neonato tenuto al petto e i due bambini racchiusi tra le vesti fluenti formano un disegno scultoreo fortemente unitario.
Allo stesso tempo, la decorazione superstite in rosso, indaco, verde, blu e oro conserva gran parte della ricchezza visiva associata alla lavorazione saishiki.
L’attribuzione alla tradizione della scuola Shuzan colloca inoltre l’oggetto all’interno di un’importante linea di netsuke lignei dipinti di Osaka.
Un antico netsuke giapponese saishiki dalla raffinata composizione raffigurante Tokiwa Gozen in fuga con i suoi tre figli dopo la ribellione di Heiji del 1160. Scolpito in hinoki ed eseguito nella tradizione del legno dipinto associata a Yoshimura Shūzan e alla scuola di Osaka, il gruppo riunisce Tokiwa, il neonato Ushiwakamaru e i fratelli maggiori Imawaka e Otowaka in una compatta composizione verticale sotto un ampio cappello da viaggio. Le vesti profondamente scolpite, i piccoli volti finemente modellati e la decorazione superstite in rosso, indaco, verde, blu e oro conferiscono all’opera una notevole densità narrativa. Due himotoshi sono ricavati sul retro. La superficie conserva un naturale invecchiamento, con piccole perdite di pigmento e fini craquelure, mentre ampie aree della policromia originale rimangono chiaramente leggibili.














