Quali pigmenti e coloranti produssero i colori in sei stampe xilografiche di Kunisada? In questo studio sulle stampe di Kunisada, analisi non invasive hanno identificato una serie di materiali coloranti del periodo Edo, tra cui blu di Prussia, indaco, cartamo, cinabro, ocra rossa, orpimento e pigmenti neri a base di carbonio. I risultati mostrano come la stampa del tardo periodo Edo potesse combinare pigmenti minerali e coloranti organici, talvolta persino all’interno dello stesso colore visibile.
Stampa ukiyo-e illustrativa di Utagawa Kunichika, mostrata qui esclusivamente come immagine di confronto. Non è una delle sei stampe di Kunisada analizzate nello studio.
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Cosa ha esaminato lo studio
Lo studio ha esaminato sei stampe xilografiche di Utagawa Kunisada conservate presso il Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova, utilizzando un approccio non invasivo e multi-analitico. Il team ha combinato imaging ad alta risoluzione, reflectance transformation imaging, FORS, spettroscopia Raman, FTIR e spettrofluorimetria per identificare i materiali coloranti utilizzati nelle stampe e documentarne la presenza nelle diverse aree. I risultati erano destinati a sostenere la conservazione e l’interpretazione evitando il prelievo di campioni dalle opere.
Materiali rossi
Nelle stampe esaminate sono stati identificati diversi materiali rossi. La spettroscopia Raman ha rilevato ocra rossa in alcune zone e cinabro in altre, mentre la spettrofluorimetria ha identificato il cartamo, un colorante organico rosso. In almeno un’area di rosso brillante, i metodi si sono completati a vicenda: Raman indicava il cinabro, FORS suggeriva l’ocra rossa e la fluorescenza sosteneva la presenza del cartamo. Ciò dimostra che tecniche diverse possono rivelare componenti differenti di un’area stampata complessa.
Materiali gialli
Le aree gialle sono state collegate all’orpimento, identificato tramite bande Raman caratteristiche del solfuro di arsenico. Lo studio ha inoltre rilevato in alcuni dettagli un colorante organico giallo, con fluorescenza compatibile con un colorante naturale come quello ricavato dal sughero dell’Amur. Gli autori osservano tuttavia che coloranti gialli simili possono essere difficili da distinguere con certezza. In termini pratici, le zone gialle mostrano che le stampe del tardo periodo Edo potevano utilizzare un pigmento inorganico, un colorante organico o una combinazione dei due, a seconda dell’area esaminata.
Materiali blu
Le aree blu hanno rivelato sia blu di Prussia sia indaco. La spettroscopia Raman ha identificato il blu di Prussia in più punti e anche la FTIR ne ha fornito prove chiare. La spettrofluorimetria ha identificato l’indaco in almeno un dettaglio blu. Nel fondo blu scuro di una stampa, i dati indicavano una miscela di blu di Prussia e indaco anziché un unico materiale blu, ricordando che una superficie visivamente uniforme può nascondere più di una materia colorante.
Miscele verdi e viola
Le aree verdi sono state spiegate come miscele di blu di Prussia e solfuro di arsenico. La microscopia ha sostenuto questa interpretazione mostrando particelle blu e gialle distinte nelle stesse zone, e i dati spettroscopici coincidevano con tale lettura. Anche i dettagli viola erano colori misti: rosso di cartamo combinato con una componente blu. Nell’area viola analizzata, FORS ha indicato indaco invece della commelina. Questi risultati mostrano che il colore nell’ukiyo-e poteva dipendere da materiali stratificati o miscelati e non soltanto da singoli pigmenti.
Nero, marrone e significato dei risultati
Le aree nere sono state associate al carbonio amorfo, identificato attraverso bande Raman tipiche dei pigmenti a base di carbonio e confermato dall’imaging nel vicino infrarosso in linee, contorni, scritte e zone di fondo. Un’area marrone è stata collegata a una miscela di ocra rossa e nero di carbonio. Nel complesso, i materiali identificati risultano coerenti con quelli tradizionalmente utilizzati nel XIX secolo durante il periodo Edo. Lo studio chiarisce quindi la tavolozza materiale di queste sei stampe di Kunisada: blu di Prussia, indaco, cartamo, cinabro, ocra rossa, ocra gialla, orpimento e neri a base di carbonio, talvolta miscelati per ottenere toni verdi, viola e marroni.
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