Bokashi nell’Ukiyo-e: come la gradazione cromatica crea profondità e atmosfera

Una xilografia giapponese può suggerire un cielo immenso con sorprendentemente pochi elementi. Una fascia di blu scuro diventa progressivamente più chiara. Una montagna lontana emerge da uno sfondo più morbido. L’acqua cambia tonalità senza che ogni increspatura venga delimitata da un contorno.

Queste transizioni ci invitano a guardare oltre il disegno e a considerare come l’immagine sia stata stampata.

Il bokashi è la tecnica utilizzata nella stampa xilografica giapponese per produrre gradazioni di colore o tonalità. Invece di un’area uniformemente colorata, lo stampatore crea una transizione tra toni più intensi e più chiari.

Comprendere il bokashi permette di osservare più da vicino la maestria artigianale dietro l’ukiyo-e e le sottili differenze che possono esistere tra impressioni dello stesso disegno.

Che cos’è il Bokashi?

Il bokashi crea un cambiamento graduale nell’intensità del colore invece di un confine nettamente definito.

The British Museum lo descrive come una tecnica di stampa impiegata per suggerire profondità e atmosfera. Nella discussione di Sudden Shower at Shōno di Hiroshige, il museo spiega che lo stampatore controllava manualmente il pigmento sulla matrice xilografica. Le gradazioni risultanti non erano quindi esattamente identiche da un’impressione all’altra.

L’effetto può essere visivamente discreto. Lo spettatore può notare la tempesta in avvicinamento o la distanza tra gli elementi del paesaggio prima di riconoscere la stampa graduata che contribuisce a creare tale impressione.

Il bokashi merita quindi di essere esaminato sia come risultato tecnico sia come parte della composizione.

Come creavano gli stampatori le gradazioni di colore?

Il bokashi veniva realizzato durante il processo di stampa.

In una spiegazione pratica pubblicata dal British Museum, la stampatrice Carol Wilhide Justin descrive l’uso di acqua, pigmento e pennello per creare aree graduate sulla matrice. Il pigmento si diffonde verso una zona definita da una linea d’acqua, producendo una transizione invece di un campo uniformemente colorato.

La carta riceve il colore così preparato quando viene stampata dalla matrice. La stessa spiegazione descrive come un baren, il tampone di sfregamento dello stampatore, trasferisca il pigmento esercitando pressione sul retro della carta.

Questo chiarisce una distinzione importante: il disegno inciso stabilisce le forme stampabili, mentre la gestione del pigmento può influenzare il risultato tonale all’interno di tali forme.

Per apprezzare l’immagine finita, osserva sia i contorni sia le transizioni tra i colori.

Dove cercare il Bokashi?

Inizia dalle aree ampie in cui una transizione tonale è facile da seguire.

Cieli

Osserva dal bordo superiore della composizione verso l’orizzonte.

Il colore diventa progressivamente più chiaro? La transizione è concentrata in una fascia stretta oppure si estende su gran parte del cielo?

Considera quindi l’effetto sulla scena. Dirige l’attenzione verso il basso, separa forme lontane o modifica l’atmosfera del paesaggio?

Acqua

Segui il colore lungo un fiume, il mare o una cascata.

Osserva se la gradazione crea un senso di profondità, mette in risalto una determinata area o stabilisce un contrasto con figure ed edifici vicini.

Evita di concentrarti soltanto sul passaggio più scuro. La transizione più chiara può essere altrettanto importante per l’effetto complessivo.

Montagne e paesaggio lontano

Esamina come una montagna o un pendio si rapporta con l’ambiente circostante.

Un cambiamento di tonalità può distinguere un’area da un’altra senza richiedere un contorno pesante. Chiediti dove inizi la transizione e come influenzi la percezione della distanza.

Sono esercizi di osservazione utili, non regole per identificare ogni tecnica da una fotografia. Quando il procedimento è incerto, confronta la stampa con documentazione affidabile.

Esempi documentati: Hiroshige e Kuniyoshi

Gli esempi museali costituiscono un punto di partenza più solido rispetto all’idea che ogni area di colore sfumato sia necessariamente bokashi.

Il British Museum identifica una stampa graduata in Ferry on the Fuji River, Suruga Province di Hiroshige, datata intorno al 1832. La guida della mostra indica specificamente il bokashi nel cielo, nella montagna e nell’acqua.

La stessa guida discute la gradazione rosa-rossastra in una prima edizione di The Plum Garden at Kameido, mostrando come l’effetto contribuisca all’atmosfera della scena.

Il bokashi non era limitato a Hiroshige.

The Metropolitan Museum of Art discute l’itabokashi in Ochanomizu in the Rain di Kuniyoshi. Il catalogo descrive inchiostro e colore applicati alla matrice con tonalità variabili, utilizzando stampe ripetute per intensificare la gradazione.

Nel loro insieme, questi esempi incoraggiano un approccio più attento: identifica la stampa specifica, consulta la relativa documentazione e quindi esamina come il colore graduato opera all’interno dell’immagine.

Perché il Bokashi può differire tra le impressioni?

Il disegno può essere lo stesso mentre la transizione stampata differisce.

Poiché il pigmento graduato veniva preparato a mano, l’effetto poteva variare da un foglio all’altro. Una fascia poteva apparire più ampia, una transizione più morbida o un passaggio scuro più pronunciato.

Lo Smithsonian’s National Museum of Asian Art spiega che la gradazione veniva inchiostrata manualmente sulla matrice per ogni impressione. Indica cielo e acqua come aree comuni per questi effetti.

Quando confronti due impressioni, concentrati sulla stessa area corrispondente invece di giudicare l’intera immagine in una sola volta.

Domande utili includono:

  • Dove inizia il tono più scuro?
  • Quanto si estende la transizione?
  • L’area più chiara conserva ancora un colore visibile?
  • Come si rapporta la gradazione ai contorni vicini?
  • Le fotografie sono state scattate con condizioni di illuminazione comparabili?

Le differenze devono essere descritte prima di essere interpretate. Una gradazione più forte, da sola, non stabilisce quale impressione sia stata stampata per prima.

Bokashi, sbiadimento e fotografia

Un’area chiara in un’immagine online non deve essere automaticamente definita come gradazione intenzionale.

La fotografia mostra l’aspetto attuale di un determinato foglio in specifiche condizioni. Illuminazione, esposizione ed elaborazione dell’immagine possono rendere difficile il confronto.

Inizia descrivendo ciò che puoi vedere, per esempio: “una fascia blu scuro che diventa più chiara verso l’orizzonte”.

Confronta quindi quell’area con un’impressione documentata dello stesso disegno. Se occorre distinguere un effetto di stampa da un problema di conservazione, richiedi fotografie più chiare e una valutazione competente.

Il bokashi è una caratteristica da studiare, non un test autonomo di età, autenticità o stato di conservazione.

Un metodo pratico per esaminare il Bokashi

Utilizza una sequenza semplice quando osservi una stampa:

  1. Guarda la composizione completa. Individua dove si trova l’area graduata.
  2. Segui la transizione. Osservane direzione, ampiezza e intensità.
  3. Considera il suo ruolo visivo. Chiediti come influisce su profondità, contrasto o atmosfera.
  4. Confronta lo stesso disegno. Utilizza, quando disponibili, esempi museali identificati.
  5. Registra le osservazioni separatamente dalle conclusioni. Descrivi l’effetto visibile prima di formulare affermazioni sulla data o sull’esecuzione.

Una fotografia dell’intero foglio e un primo piano del passaggio pertinente sono utili insieme. La prima spiega la composizione; il secondo mostra la transizione.

Apprezzare il contributo dello stampatore

Il bokashi ci incoraggia a osservare ciò che avviene tra le linee del disegno.

L’interesse risiede nel modo in cui una transizione funziona all’interno di una specifica immagine: ammorbidendo un orizzonte, modellando una distesa d’acqua o dando al cielo il suo peso visivo.

Per un contesto più ampio, consulta la nostra guida su storia dell’ukiyo-e, artisti e xilografie giapponesi.

Quando osservi la collezione ukiyo-e di Supein Nihonto, prenditi il tempo di esaminare le gradazioni di colore insieme al soggetto e alla composizione. Questi passaggi offrono un altro modo per apprezzare la maestria della stampa giapponese.

Domande frequenti sul Bokashi nell’Ukiyo-e

Cosa significa bokashi nella stampa xilografica giapponese?

Bokashi indica una gradazione di colore o tonalità. Crea una transizione tra aree più intense e più chiare invece di un campo uniformemente colorato.

Il bokashi veniva creato durante la stampa?

Sì. Lo stampatore preparava il pigmento graduato sulla matrice xilografica prima di trasferirlo sulla carta. L’effetto dipendeva dalla gestione del colore durante la stampa.

Dove posso cercare il bokashi in una stampa?

Cieli, acqua e zone del paesaggio sono buoni punti da cui iniziare. Cerca variazioni graduali di tonalità e confrontale con la documentazione relativa al disegno specifico.

Due impressioni possono avere bokashi diversi?

Sì. Il colore graduato veniva preparato a mano, perciò ampiezza, intensità e transizione potevano variare tra impressioni diverse.

Un bokashi più scuro dimostra che un’impressione è precedente?

No. Un passaggio più scuro, da solo, non stabilisce l’ordine di stampa. I confronti devono considerare il disegno documentato, le caratteristiche di stampa, lo stato di conservazione e le differenze fotografiche.

Il bokashi si trova solo nelle stampe di Hiroshige?

No. Le collezioni museali ne documentano l’uso anche da parte di altri artisti, incluso Kuniyoshi. Hiroshige offre esempi molto noti, ma la tecnica non era esclusiva della sua opera.

Eric

Eric Majó

CEO di SupeinNihonto, commerciante e collezionista di arte e armi giapponesi antiche di Canillo, Andorra.

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