Descrizione
Utagawa Kuniyoshi – Capitolo Quarantadue “Niōnomiya” – Mega Magosaburō a Miidera – Ukiyo-e originale
Un originale nishiki-e policromo di Utagawa Kuniyoshi (1797–1861), appartenente alla celebre serie Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏, “Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji”), pubblicata da Ise-Yoshi nel 1855–1856.
Questa stampa corrisponde al capitolo quarantadue del Genji Monogatari, “Niōnomiya” (匂宮, “Sua Altezza Profumata”). Invece di illustrare letteralmente il romanzo di Murasaki Shikibu, Kuniyoshi crea un mitate — un confronto letterario e visivo immaginativo — associando il capitolo a un drammatico episodio guerriero incentrato su Mega Magosaburō (妻鹿孫三郎) a Miidera.
Magosaburō è raffigurato mentre difende una porta sotto una travolgente pioggia di frecce. Le aste attraversano la composizione quasi da ogni direzione, colpendo e circondando la sua armatura, eppure il guerriero rimane in piedi con la spada in mano. Kuniyoshi trasforma la scena in una potente immagine di resistenza, lealtà e opposizione contro forze soverchianti.
La fitta pioggia di frecce, la monumentale figura in armatura e l’audace sfondo architettonico rosso e verde creano una delle composizioni più immediatamente drammatiche di questo gruppo di stampe della serie Wakan Nazorae Genji.
L’ukiyo-e viene fornito incorniciato singolarmente e pronto da appendere.
Capitolo Quarantadue – Niōnomiya
Niōnomiya (匂宮), traducibile come “Sua Altezza Profumata”, è il capitolo quarantadue del Genji Monogatari.
Come nel resto di Wakan Nazorae Genji, Kuniyoshi non realizza un’illustrazione diretta degli eventi del capitolo di Murasaki Shikibu. Il titolo diventa invece il punto di partenza di un mitate, collegando il mondo letterario del Genji a un episodio distinto della storia, della leggenda o della letteratura guerriera giapponese o cinese.
In questa stampa, Kuniyoshi si rivolge alla figura marziale di Mega Magosaburō e alla sua disperata difesa a Miidera, trasformando l’associazione con il capitolo in una composizione musha-e di grande intensità.
Wakan Nazorae Genji
La stampa appartiene all’importante serie di Kuniyoshi Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏), generalmente tradotta come “Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji”.
La serie utilizza i capitoli del Genji Monogatari come struttura letteraria, introducendo scene tratte dalla storia, dalla letteratura classica e dalla leggenda giapponese e cinese.
Invece di illustrare letteralmente il Genji, Kuniyoshi costruisce confronti immaginativi tra i titoli dei capitoli e celebri guerrieri, eroi leggendari ed eventi storici.
Questa stampa è catalogata come Robinson S88.42.
Mega Magosaburō
Il guerriero al centro della composizione è Mega Magosaburō (妻鹿孫三郎), ricordato nelle cronache guerriere per una disperata resistenza presso una porta fortificata.
Kuniyoshi lo raffigura come una figura quasi immobile al centro di un campo di battaglia caotico. La sua elaborata armatura è colpita e circondata dalle frecce, eppure egli rimane eretto, stringendo la spada e affrontando l’attacco.
Il contrasto visivo è intenzionale: le frecce suggeriscono una forza travolgente e un movimento continuo, mentre il corpo di Magosaburō diventa il centro stabile della composizione.
Il risultato non è semplicemente un’immagine di combattimento, ma una rappresentazione di resistenza determinata quando la ritirata sembra impossibile.
La battaglia a Miidera
L’episodio è associato a Miidera, noto anche come Onjō-ji, importante tempio buddhista nei pressi del lago Biwa.
Miidera fu ripetutamente coinvolto nei conflitti medievali del Giappone e divenne strettamente legato alla storia militare dei sōhei, i monaci guerrieri.
Il tempio e i suoi accessi fortificati compaiono in resoconti di guerra di diversi periodi, compresi conflitti collegati alla guerra Genpei e narrazioni militari successive.
In questo contesto, la difesa di una porta da parte di Magosaburō divenne il tipo di episodio eroico individuale celebrato ripetutamente nella letteratura guerriera giapponese e nella successiva cultura visiva.
Un guerriero sotto una pioggia di frecce
Lo straordinario numero di frecce costituisce l’elemento visivo dominante della stampa.
Attraversano il foglio in diagonale e orizzontalmente, creando una fitta rete intorno a Magosaburō. Alcune hanno già colpito la sua armatura, mentre altre sembrano ancora attraversare l’aria intorno a lui.
Kuniyoshi utilizza le aste quasi come linee strutturali all’interno della composizione, guidando lo sguardo verso il guerriero centrale e trasmettendo allo stesso tempo l’intensità dell’attacco.
Invece di rappresentare un campo di battaglia ordinato, crea un momento di saturazione totale: il guerriero è circondato, esposto e sottoposto a un fuoco incessante.
Armatura e presenza sul campo di battaglia
Magosaburō è rappresentato con una ricca armatura giapponese composta da elementi dorati, bruni, neri, blu e rossi.
Le ampie protezioni delle spalle e la costruzione stratificata dell’armatura conferiscono alla figura un notevole peso visivo, rafforzando la sensazione che stia fisicamente mantenendo la propria posizione contro l’attacco.
La sua spada blu attraversa diagonalmente il centro della composizione, creando una forte controlinea rispetto alla massa delle frecce.
La minuziosa resa dell’armatura è caratteristica delle grandi stampe guerriere di Kuniyoshi, nelle quali abiti ed equipaggiamento costituiscono elementi essenziali della narrazione e non semplici decorazioni.
La porta difesa
Le monumentali forme architettoniche rosse e verdi alle spalle di Magosaburō stabiliscono l’ambientazione fortificata della scena.
Il guerriero è collocato direttamente davanti a questa struttura, rafforzando l’idea che stia difendendo un ingresso o un punto strategico piuttosto che combattere semplicemente in campo aperto.
Lo sfondo architettonico offre inoltre grandi campiture di colore sulle quali l’armatura scura e le numerose frecce risultano particolarmente visibili.
Il risultato è un’immagine fortemente teatrale di un singolo guerriero posto tra una forza attaccante e la posizione alle sue spalle.
L’ultima resistenza nell’arte guerriera giapponese
Le storie di guerrieri che continuano a combattere nonostante forze schiaccianti occupano un posto importante nella leggenda e nella letteratura militare giapponese.
Scene di questo tipo permettevano agli artisti di esplorare idee di lealtà, resistenza, coraggio marziale e sacrificio attraverso narrazioni visive immediatamente riconoscibili.
La difesa di Magosaburō sotto una pioggia di frecce appartiene a questa tradizione. L’enfasi non è posta su un’eventuale vittoria, ma sull’atto di continuare a resistere e combattere quando l’esito appare ormai disperato.
Questo tipo di soggetto era particolarmente adatto a Kuniyoshi, i cui migliori musha-e presentano spesso i guerrieri proprio nel momento in cui il pericolo fisico raggiunge la massima intensità.
Kuniyoshi e il dramma visivo delle frecce
Kuniyoshi utilizzò ripetutamente le frecce come potenti elementi compositivi nelle sue stampe guerriere.
Qui sono molto più che semplici dettagli del campo di battaglia. Le loro linee diagonali ripetute frammentano l’immagine, creano velocità e pericolo e fanno percepire allo spettatore l’intensità dell’attacco.
La densità quasi impossibile delle frecce amplifica inoltre la resistenza di Magosaburō. La sua figura rimane chiaramente leggibile nonostante il caos visivo che la circonda, rendendo la sua stessa sopravvivenza all’interno dell’immagine parte integrante del dramma.
Il Genji Monogatari
Il Genji Monogatari fu scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu all’inizio dell’XI secolo.
È uno dei capolavori fondamentali della letteratura classica giapponese ed è spesso descritto come il primo romanzo del mondo.
Nei suoi cinquantaquattro capitoli, l’opera esplora la vita di corte, le relazioni, lo status sociale, la bellezza, la memoria, la perdita e il mondo emotivo dell’aristocrazia Heian.
Kuniyoshi affronta questo monumento letterario attraverso il confronto anziché l’illustrazione diretta, utilizzando i titoli dei capitoli come punti di partenza per associazioni storiche, letterarie e leggendarie.
Utagawa Kuniyoshi – Maestro della stampa guerriera
Utagawa Kuniyoshi (1797–1861), nato Yoshisaburō a Edo, era figlio di un tintore di seta ed entrò nella scuola Utagawa intorno al 1811 come allievo di Utagawa Toyokuni I.
La sua grande affermazione arrivò con la serie del 1827 dedicata ai 108 eroi del romanzo cinese Suikoden, che lo consacrò come uno dei principali autori di musha-e, ovvero stampe guerriere.
Kuniyoshi divenne celebre per le sue scene dinamiche di samurai, eroi leggendari, battaglie, fantasmi e soggetti soprannaturali, combinando figure potenti con composizioni audaci e altamente inventive.
La sua capacità di trasmettere movimento, violenza e tensione narrativa è particolarmente evidente in questa stampa, nella quale l’intera composizione sembra essere sospinta dal movimento incessante delle frecce.
Insieme a Hiroshige e Kunisada, Kuniyoshi è considerato uno degli ultimi grandi maestri dell’ukiyo-e. Morì nel 1861 dopo aver formato un’importante generazione di allievi, tra cui Tsukioka Yoshitoshi.
Musha-e – La stampa guerriera giapponese
I musha-e sono xilografie giapponesi dedicate a guerrieri, battaglie, leggende militari e figure eroiche.
Kuniyoshi divenne uno dei grandi maestri del genere, in particolare attraverso scene nelle quali il guerriero viene posto in una situazione di straordinario pericolo fisico.
In quest’opera, la tempesta quasi travolgente di frecce trasforma la difesa di Magosaburō in un’immagine concentrata di resistenza marziale.
La stampa combina racconto storico o leggendario e spettacolo visivo immediato — precisamente la qualità che rese così influente l’immaginario guerriero di Kuniyoshi.
Stampa xilografica policroma Nishiki-e
L’opera è un nishiki-e, o xilografia giapponese policroma.
La tecnica richiedeva più matrici di legno incise, con blocchi separati per i principali contorni e le singole aree di colore. Ogni matrice doveva essere stampata con registrazione precisa per creare l’immagine finale.
I colori conservati rimangono una parte essenziale dell’impatto visivo della stampa, in particolare le forti campiture architettoniche rosse e verdi, i toni dorati e bruni dell’armatura, la spada blu e le chiare piume delle frecce distribuite in tutta la composizione.
Pubblicata da Ise-Yoshi, 1855–1856
Wakan Nazorae Genji fu pubblicata da Ise-Yoshi nel 1855–1856, durante gli ultimi anni del periodo Edo.
La stampa appartiene quindi alla fase matura della carriera di Kuniyoshi, quando la sua reputazione come uno dei grandi maestri dell’immagine guerriera giapponese era ormai saldamente consolidata.
La combinazione di riferimento letterario, leggenda guerriera, armatura complessa e straordinario movimento sul campo di battaglia dimostra la raffinatezza del musha-e tardo di Kuniyoshi.
Provenienza – Collezione del Dr. Eugen Milch
Questa stampa proviene dalla collezione del Dr. Eugen Milch (1889–1958), medico e artista austriaco la cui vita fu caratterizzata da estesi viaggi attraverso Europa e Asia.
Milch prestò servizio come ufficiale medico durante la Prima Guerra Mondiale e viaggiò ampiamente nei primi anni Venti in occasione di viaggi combinati di studio e pittura. Nel 1924 sposò l’artista Emma Bormann, e la coppia visitò la Svezia nello stesso anno. Insieme all’artista Oskar Bergman esposero diversi dipinti al Liljevalchs di Stoccolma.
Nel 1937 Eugen Milch partì per la Cina con altri medici austriaci su invito del governo cinese. Nel 1938 divenne direttore di un ospedale a Beihai, Cina.
Dopo l’occupazione giapponese di parti della costa meridionale cinese, compresa Beihai, la famiglia Milch si trasferì a Shanghai nel 1941.
Eugen assistette successivamente le forze britanniche in Cina e ricevette la cittadinanza britannica. In seguito si recò in Giappone per studiare le conseguenze della guerra, ed è probabile che abbia acquisito lì la presente collezione di xilografie giapponesi.
Morì a Hong Kong nel 1958. La collezione passò successivamente per discendenza all’interno della famiglia.
Stampa xilografica giapponese antica originale
Si tratta di una stampa xilografica giapponese antica originale (ukiyo-e), non di una riproduzione moderna o ristampa successiva.
Datata 1855–1856, è un’autentica opera del tardo periodo Edo che conserva carta, pigmenti, caratteristiche di stampa e naturale invecchiamento propri di un’impressione xilografica giapponese originale.
Come per qualsiasi opera su carta di questa età, una lieve usura è normale e prevista. Leggera tonalizzazione della carta, piccoli punti o pieghe occasionali, sporco superficiale e lievi segni di manipolazione possono essere presenti come parte della naturale storia di una stampa sopravvissuta per circa 170 anni.
Queste caratteristiche sono tipiche degli autentici ukiyo-e d’epoca e devono essere comprese nel contesto dell’età dell’opera. Le singole note sulle condizioni vengono fornite per trasparenza e non implicano che la stampa sia in cattivo stato.
Condizioni
La stampa si conserva in buone condizioni generali per un’opera antica.
Sono presenti usura coerente con l’età, qualche traccia di sporco superficiale e pieghe da manipolazione. I colori rimangono generalmente ben conservati e mantengono una notevole forza visiva.
Si consiglia di esaminare attentamente le fotografie dettagliate, che costituiscono parte integrante della descrizione delle condizioni e mostrano da vicino carta, colori, margini e superficie conservata.
La stampa è incorniciata singolarmente e venduta completa di cornice, pronta da appendere.
Caratteristiche principali
- Artista: Utagawa Kuniyoshi (1797–1861)
- Serie: Wakan Nazorae Genji (和漢准源氏)
- Traduzione della serie: Confronti giapponesi e cinesi per i capitoli del Genji
- Capitolo: Capitolo Quarantadue – Niōnomiya (匂宮, “Sua Altezza Profumata”)
- Soggetto: Mega Magosaburō difende una porta sotto una pioggia di frecce
- Guerriero: Mega Magosaburō (妻鹿孫三郎)
- Ambientazione: Miidera / Onjō-ji
- Contesto culturale: Leggenda guerriera medievale giapponese
- Tema: Lealtà, resistenza e difesa disperata
- Genere: Musha-e / stampa guerriera
- Tecnica: Nishiki-e, xilografia policroma
- Dimensioni: Circa 38 × 26 cm
- Editore: Ise-Yoshi
- Data: 1855–1856
- Periodo: Tardo periodo Edo
- Riferimento catalogo: Robinson S88.42
- Stampa: Xilografia giapponese antica originale
- Provenienza: Collezione del Dr. Eugen Milch (1889–1958)
- Provenienza successiva: Per discendenza all’interno della famiglia
- Condizioni: Usura dovuta all’età, sporco superficiale e pieghe da manipolazione; colori generalmente ben conservati
- Presentazione: Incorniciata singolarmente
- Cornice: Inclusa – pronta da appendere
Una drammatica stampa originale ukiyo-e del tardo periodo Edo di Utagawa Kuniyoshi, appartenente alla serie Wakan Nazorae Genji del 1855–1856, che associa il capitolo quarantadue del Genji Monogatari, “Niōnomiya”, alla leggendaria difesa di Mega Magosaburō a Miidera. In piedi sotto una straordinaria tempesta di frecce, con l’armatura circondata e colpita dalle aste ma la spada ancora sguainata, Magosaburō diventa una potente immagine di resistenza marziale e opposizione contro forze soverchianti. La fitta composizione dominata dalle frecce, l’armatura riccamente dettagliata e il monumentale scenario rosso e verde dimostrano l’eccezionale capacità di Kuniyoshi di trasformare la leggenda guerriera in immediato dramma visivo. Pubblicata da Ise-Yoshi, catalogata come Robinson S88.42 e conservata con provenienza dalla collezione del Dr. Eugen Milch, questa stampa originale incorniciata riunisce letteratura classica, leggenda marziale e la matura maestria di Kuniyoshi nella stampa guerriera giapponese.










