Descrizione
Wakizashi firmato Nobukuni Yoshimasa con Koshirae
Tradizione Chikuzen Nobukuni · Primo periodo Edo · Lama firmata · 53,1 cm
Un wakizashi giapponese recante la firma di Nobukuni Yoshimasa (信國吉政), un importante forgiatore del primo periodo Edo la cui carriera si sviluppò all’interno di una delle più prestigiose tradizioni della forgiatura giapponese.
Yoshimasa era il figlio maggiore di Nobukuni Yoshisada, dodicesimo maestro della venerabile tradizione Kyō-Nobukuni e fondatore del suo ramo di Chikuzen. Anziché limitarsi a proseguire lo stile familiare consolidato, Yoshimasa sviluppò un approccio personale che combinava gli elementi ereditati dalla tradizione Nobukuni con un’ulteriore influenza della scuola Bizen.
Il forgiatore — Nobukuni Yoshimasa
Nobukuni Yoshimasa (信國吉政) nacque intorno al 1590 e morì il 4 dicembre 1653. Era il figlio maggiore di Nobukuni Yoshisada, figura fondamentale nella trasmissione della scuola Nobukuni da Kyoto a Chikuzen.
Nel 1602, quando Yoshimasa aveva circa dodici anni, accompagnò suo padre da Buzen a Chikuzen. Secondo le fonti storiche, la partenza avvenne con il pretesto di un pellegrinaggio al Monte Hiko, permettendo alla famiglia di lasciare il territorio degli Hosokawa affinché Yoshisada potesse onorare un precedente impegno assunto con Kuroda Nagamasa.
La famiglia si stabilì successivamente a Chikuzen, dove i forgiatori Nobukuni lavorarono sotto il patronato del clan Kuroda.
Due tradizioni di forgiatura in una sola mano
Yoshimasa ereditò inizialmente la tradizione di forgiatura trasmessa da suo padre, la cui linea incorporava influenze associate alla tradizione Rai Kuniyuki e alla tradizione Sōshū di Masamune.
Nel 1616, all’età di circa ventisei anni, Kuroda Nagamasa avrebbe ordinato a Yoshimasa di approfondire la propria formazione presso il maestro di Bizen Ichimonji Sukemune di Fukuoka.
Questa ulteriore formazione introdusse una marcata influenza Bizen nell’opera di Yoshimasa e contribuì a distinguere il suo stile da quello dell’atelier principale Nobukuni.
Le fonti storiche riportano che questa divergenza stilistica contribuì alla decisione di non affidare a Yoshimasa la successione alla guida della scuola principale, che passò invece al fratello minore Yoshitsugu. Yoshimasa fondò successivamente quella che i documenti descrivono come una casa separata dei Nobukuni (信国別家).
Rinomato per le Naginata
Sebbene la successione della linea principale della famiglia fosse passata al fratello minore, Yoshimasa riuscì a costruirsi una notevole reputazione personale all’interno del dominio Kuroda.
Divenne particolarmente celebre per la realizzazione di naginata. Le sue opere di questa tipologia raggiunsero una fama tale da essere conosciute informalmente come “le naginata di Heishirō” (平四郎の薙刀), dal nome di cortesia di Yoshimasa, Heishirō.
Le opere recanti la sua firma del primo periodo sono oggi considerate sensibilmente più rare rispetto a quelle prodotte dal forgiatore di seconda generazione che successivamente ereditò il nome d’arte Yoshimasa. Verso la fine della propria carriera, il Yoshimasa di prima generazione è inoltre documentato con il nome Zenga (善雅).
Contesto storico
La carriera di Yoshimasa si colloca in un importante momento di transizione nella storia della forgiatura giapponese. Il suo arrivo a Chikuzen nel 1602 e la sua morte nel 1653 collocano la sua attività tra gli ultimi anni del periodo Momoyama e la prima parte del periodo Edo, principalmente tra le ere Keichō e Jōō.
Questo periodo fu particolarmente significativo per lo sviluppo della produzione di spade all’interno del dominio Kuroda, dove i forgiatori stabilitisi a Chikuzen iniziarono a sviluppare un’identità sempre più distinta rispetto alle loro precedenti radici di Buzen.
Il Wakizashi
Questo wakizashi è conservato con il suo koshirae e reca una firma letta come Nobukuni Yoshimasa (信國吉政).
La lama misura 53,1 cm con un sori di 1,2 cm, mentre il koshirae completo misura circa 80 cm di lunghezza.
L’interesse di questo esemplare risiede soprattutto nell’attribuzione firmata a un forgiatore che occupò una posizione insolita nella storia della linea Nobukuni: il figlio primogenito del fondatore del ramo di Chikuzen, che finì per sviluppare una propria tradizione artistica anziché ereditare la guida dell’atelier familiare principale.
Attribuzione
L’attribuzione a Nobukuni Yoshimasa presentata in questa scheda si basa sulla lettura della firma (mei) presente sulla lama.
Il wakizashi non è accompagnato da certificati NBTHK o NTHK-NPO che confermino l’autenticità della firma o l’attribuzione. Deve pertanto essere considerato come una lama firmata recante il nome Nobukuni Yoshimasa, e non come un’opera di questo forgiatore autenticata in modo indipendente.
Considerata l’importanza storica del nome, questo wakizashi potrebbe rappresentare un interessante candidato per una futura presentazione a shinsa, qualora il prossimo proprietario desiderasse ottenere un’autenticazione formale da parte di un’organizzazione giapponese riconosciuta per la valutazione delle spade.
Caratteristiche
- Oggetto: Wakizashi giapponese con koshirae
- Firma: Nobukuni Yoshimasa (信國吉政)
- Tradizione: Chikuzen Nobukuni
- Contesto storico: Primo periodo Edo
- Lunghezza della lama: 53,1 cm
- Sori: 1,2 cm
- Lunghezza totale del koshirae: 80 cm
- Autenticazione: Nessun certificato NBTHK o NTHK-NPO
- Base dell’attribuzione: Lettura della firma
Interesse collezionistico
Questo wakizashi offre ai collezionisti l’opportunità di studiare un’opera firmata associata a una delle figure storicamente più interessanti della tradizione Chikuzen Nobukuni.
La posizione di Yoshimasa all’interno della propria famiglia, la sua formazione aggiuntiva nella tradizione Bizen, la fondazione di un ramo indipendente e la sua celebrata reputazione come forgiatore di naginata rendono il suo nome particolarmente significativo nella storia della forgiatura del primo periodo Edo.
Un wakizashi giapponese firmato associato, attraverso la propria iscrizione, a Nobukuni Yoshimasa — un forgiatore che si allontanò dalla successione prevista della scuola familiare e costruì una reputazione indipendente, ricordata ancora secoli dopo la sua morte.















