Descrizione
Netsuke in bosso del periodo Edo – Oni a riposo accanto a un mortaio per Mochi (Usu e Kine)
Giappone · Periodo Edo · Netsuke Katabori · Oni · Mortaio e pestello per Mochi · Bosso (Tsuge)
Un caratteristico netsuke katabori giapponese in bosso del periodo Edo, raffigurante un oni appoggiato a un tradizionale mortaio in legno (usu), con il pestello (kine) ancora eretto al centro.
Scolpito in bosso (tsuge), il pezzo presenta calde tonalità bruno tostate, con sfumature più scure conservate nelle incisioni profonde, che accentuano la modellazione del demone, la struttura lignea del mortaio e i diversi dettagli della composizione.
La scena trasforma una delle creature più temibili del folklore giapponese in una figura di genere umoristica: invece di terrorizzare gli esseri umani, l’oni sembra concedersi una pausa dopo la decisamente domestica attività di pestare il mochi.
L’Oni
La figura in piedi presenta i classici attributi associati all’oni nell’immaginario popolare giapponese. Due corte corna emergono dalla fronte sopra un volto feroce, caratterizzato da sopracciglia marcate, sguardo minaccioso e bocca semiaperta dalla quale sporgono evidenti zanne.
Orecchie appuntite e una chioma arruffata incorniciano il volto, rafforzando il carattere selvaggio e soprannaturale della creatura. Il corpo possente è inclinato in avanti, con entrambe le braccia appoggiate sul pestello e sul mortaio, come se il demone si stesse riposando dopo uno sforzo fisico.
L’espressione aggressiva del volto contrasta volutamente con la postura rilassata, creando quel tipo di umorismo visivo frequentemente presente nei netsuke giapponesi, nei quali esseri soprannaturali o terrificanti vengono spesso raffigurati mentre svolgono attività sorprendentemente ordinarie.
Iconografia della Pelle di Tigre
L’oni è associato al tradizionale indumento in pelle di tigre (torafu), uno degli attributi più riconoscibili di questi demoni nella cultura figurativa giapponese. La scultura presenta numerose linee diagonali e incrociate incise sulla figura, creando una superficie fortemente decorata che richiama il mantello striato della tigre.
L’associazione tra gli oni e l’iconografia della tigre è tradizionalmente collegata alla direzione nord-est, conosciuta come kimon, la “porta dei demoni”. Nel sistema zodiacale delle direzioni, questo settore corrisponde al bue e alla tigre, contribuendo a spiegare la consueta combinazione di corna simili a quelle di un bue e di abiti in pelle di tigre nelle raffigurazioni degli oni.
Le incisioni profonde svolgono inoltre una funzione scultorea, creando un netto contrasto tra il corpo fortemente strutturato del demone e le superfici più lisce e levigate del mortaio e del pestello.
Usu e Kine – Gli Strumenti per Preparare il Mochi
L’oni si appoggia a un tradizionale usu e kine, il mortaio e il pestello utilizzati in Giappone per pestare il riso glutinoso cotto al vapore fino a trasformarlo in mochi.
L’usu è rappresentato come un massiccio blocco di legno, la cui superficie esterna è accuratamente scolpita con irregolarità verticali che imitano la corteccia naturale. La parte superiore forma la cavità di lavoro del mortaio, mentre il lungo kine rimane posizionato verticalmente al centro.
Questo attrezzo domestico costituisce il principale elemento umoristico della composizione. La ferocia soprannaturale dell’oni viene deliberatamente attenuata mostrando la creatura impegnata in una familiare attività quotidiana, creando un contrasto giocoso tra mitologia e vita domestica.
Simili inversioni umoristiche erano particolarmente adatte ai netsuke, i cui intagliatori raffiguravano frequentemente esseri leggendari, divinità, demoni e animali in scene vivaci, spiritose e ricche di tratti umani.
Il Mortaio e i Dettagli Scolpiti
La superficie esterna del mortaio presenta una marcata texture simile alla corteccia, con profondi solchi verticali che riproducono l’irregolarità della superficie di un tronco d’albero. Su un lato è visibile un piccolo motivo o segno a forma di mezzaluna.
Sul pestello verticale compare un segno quadrato inciso. Potrebbe trattarsi di una marca dell’intagliatore, di proprietà o di un altro segno identificativo, ma il suo significato preciso non può essere determinato sulla base della sola scultura e deve quindi rimanere non confermato.
I diversi trattamenti superficiali — l’oni decorato, il mortaio fortemente strutturato e il pestello relativamente liscio — conferiscono una notevole varietà visiva alla compatta composizione.
Scultura e Composizione
La composizione è organizzata verticalmente attorno al mortaio e al pestello, che svolgono sia una funzione narrativa sia una funzione strutturale. L’oni si inclina naturalmente verso di essi, creando un’interazione equilibrata tra la figura e gli oggetti.
Profondi intagli vengono utilizzati per i capelli, i tratti del volto, il motivo a strisce e la corteccia del mortaio, mentre superfici più ampie e levigate catturano la luce sugli arti e sugli strumenti in legno.
La colorazione più scura conservata nelle zone incavate rafforza il contrasto e contribuisce al caldo aspetto tostato del bosso.
Bosso e Superficie
Il netsuke è scolpito in bosso (tsuge), un legno denso e a grana fine tradizionalmente apprezzato dagli intagliatori giapponesi di netsuke per la sua resistenza e la capacità di conservare dettagli precisi.
Il legno presenta calde tonalità bruno tostate e ambrate, con sfumature più scure concentrate nelle zone profondamente scolpite. Questo contrasto cromatico mette in risalto i lineamenti dell’oni, le superfici decorate e la corteccia naturalisticamente resa del mortaio.
Folklore e Interesse per i Collezionisti
L’oni occupa un ruolo centrale nel folklore giapponese come potente essere soprannaturale, comunemente associato alla forza fisica, alla violenza e alla punizione. Nell’arte popolare giapponese, tuttavia, questi demoni venivano spesso rappresentati anche in chiave umoristica, inseriti in situazioni capaci di ridimensionarne la reputazione terrificante.
Qui, l’immagine di un oni che apparentemente si riposa dopo aver pestato il mochi crea precisamente questo tipo di inversione comica. La combinazione di folklore, vita quotidiana e caratterizzazione espressiva conferisce al netsuke una forte qualità narrativa, oltre alla sua funzione originaria di piccolo oggetto da indossare.
Per i collezionisti, il pezzo riunisce diversi elementi particolarmente interessanti: iconografia classica dell’oni, raffinata scultura in bosso, l’insolito soggetto dell’usu e del kine, varietà nei trattamenti superficiali e una composizione compatta ma molto leggibile.
Specifiche
- Oggetto: Netsuke giapponese
- Tipo: Netsuke katabori
- Soggetto: Oni a riposo accanto a un mortaio e pestello per la preparazione del mochi
- Periodo: Periodo Edo
- Origine: Giappone
- Materiale: Bosso (tsuge)
- Oggetti raffigurati: Usu (mortaio) e kine (pestello)
- Iconografia: Oni cornuto con decorazione a strisce ispirata alla pelle di tigre
- Marchi: Segno quadrato inciso sul pestello; significato non confermato
- Dimensioni: 4,3 × 2,6 cm
Un vivace netsuke in bosso del periodo Edo raffigurante un oni cornuto a riposo accanto a un tradizionale usu e kine utilizzati per pestare il mochi. L’unione di iconografia demoniaca, umorismo domestico, ricca lavorazione delle superfici e calda patina tostata esemplifica perfettamente lo spirito e l’immaginazione narrativa della scultura figurativa giapponese nei netsuke.














